12.05.2017

Intervista con Jamie Davis Smith – Fotografa di famiglie

12.05.2017

Intervista con Jamie Davis Smith – Fotografa di famiglie

1- Come si è avvicinata alla fotografia? C’è stato un motivo o un momento particolare della vita che ha acceso la sua passione?

Ho iniziato a interessarmi di fotografia alle superiori e da allora è iniziato il mio amore per l’osservazione dello sviluppo delle immagini nella camera oscura. Adoravo anche fare esperimenti con la luce e i bianchi e neri teatrali e ho risparmiato per la mia prima reflex lavorando nel dopo scuola. Ho proseguito con la fotografia per un po’, poi per alcuni anni mi sono allontanata dall’idea della fotografia professionale finché non ho avuto figli. Come molte madri, la voglia di fotografare i miei figli, la loro rapidità di crescita e i dettagli delle nostre vite insieme ha davvero rinnovato la mia passione per la fotografia.

2- In che termini è cambiato il suo stile fotografico dopo la nascita dei suoi figli?

Dopo essere diventata madre mi sono subito discostata dal volermi focalizzare sui ritratti e ho abbracciato uno stile più documentaristico, da cui derivavano immagini molto più significative per me. Per catturare tutti questi piccoli momenti di cui è composta l’infanzia ho dovuto imparare a lasciare andare la fotografia di soggetti in un ambiente controllato e a sfruttare al meglio qualsiasi situazione mi si presentasse davanti, in qualunque momento valido ai fini dello scatto. Questo ha significato imparare come utilizzare tutti i tipi di luce per raccontare la mia storia in un momento successivo, acquisendo una maggiore consapevolezza della composizione per aiutarmi a combinare scatti anche nel luogo più noioso, caotico o brutto e riuscire a identificare il “momento decisivo”. Mi sono resa subito conto che volevo stare alla larga dai trend di editing, perché desidero che le mie fotografie siano il più possibile eterne.

3 – Secondo Lei, quali sono gli elementi più importanti quando ci si approccia alla ritrattistica di famiglia/bambini?

Quando si tratta di ritrattistica di famiglia ritengo che l’elemento più importante sia catturare le vere connessioni ed emozioni. Quando si tratta di fotografare la mia famiglia, spesso aspetto che si verifichi naturalmente una situazione che vorrei fotografare e immortalo i momenti che ritengo cattureranno l’essenza della mia famiglia. Quando si fa un servizio fotografico a una famiglia o un bambino, spesso non mi posso permettere il lusso di aspettare che i momenti che mostrano una vera connessione ed emozione si svelino da soli, quindi faccio del mio meglio per estrapolarli dalle mie famiglie coinvolgendole in attività e facendo loro delle domande pensate per far emergere una serie di emozioni, che vanno dalle espressioni d’amore reciproco alla felicità al vicendevole orgoglio per i traguardi raggiunti. Anche per i ritratti individuali dei clienti e dei miei bambini, parlo in continuazione ai miei soggetti per far emergere le espressioni reali e la loro personalità. Anche se è importante conoscere gli aspetti tecnici interni ed esterni della fotografia per scattare costantemente belle foto di famiglia o del bambino, reputo che un’immagine che ritrae un momento significativo o che mostra la vera personalità di qualcuno sia decisamente meglio di un’esposizione perfetta.

4 – Qual è l’attrezzatura immancabile quando fotografa i suoi figli?

Ritengo che la semplicità sia la chiave! La mia fotocamera principale è una Nikon D750, che adoro perché ha buone funzionalità in condizioni di scarsa illuminazione, una capacità di messa a fuoco rapida e uno schermo orientabile che mi permette di fotografare da angoli interessanti. Quando fotografo i miei bambini, il più delle volte utilizzo un obiettivo 35 mm f/2, perché è molto leggero e mi consente di catturare gran parte della scena, anche se di recente ho avuto la possibilità di provare il Sigma 35mm f/1.4 e mi è piaciuto così tanto che con molta probabilità sarà il mio prossimo acquisto.

Quando fotografo le famiglie adoro utilizzare un 24-70 mm f/2.8 per la sua versatilità. Inoltre non mi presento mai a un servizio fotografico con bambini piccoli senza il mio 70-200 f/2.8. Anche se questo obiettivo è troppo pesante per l’uso quotidiano con i miei bambini, ritengo che la compressione che fornisce quando si zuma è perfetta per fotografare i bambini che non riescono a stare fermi e potrebbero girovagare senza curarsi dello sfondo. Inoltre mi piace che questo obiettivo mi permetta di fotografare i bambini timidi a distanza. Per i ritratti individuali, che occasionalmente faccio ai miei bambini e ai clienti, amo utilizzare il mio 85 mm f/1.8. Inoltre adoro il Lensbaby Velvet 56 per l’aspetto sognante che produce ma, poiché è un obiettivo con messa a fuoco manuale, ho constatato che il più delle volte lo utilizzo quando i miei bambini sono relativamente fermi, per esempio quando stanno leggendo o addirittura dormendo!

A seconda del luogo, sporadicamente posso portare un riflettore, ma preferisco di gran lunga utilizzare i riflettori naturali ovunque riesca a trovarli, visto che di solito un riflettore non è il massimo della praticità quando si inseguono i bambini o si aspetta il momento giusto. Adoro anche il mio treppiedi Manfrotto Befree per le volte in cui voglio esserci anch’io nella foto con i miei bambini, non solo nei ritratti di famiglia, ma anche in momenti della quotidianità come giocare o cucinare.

5 – Oltre alla ritrattistica di famiglia, c’è un altro stile fotografico a cui si sente vicina?

La mia passione è fotografare famiglie e bambini, ma mi piace praticamente tutto dell’arte della fotografia!  A volte mi sono davvero divertita a fotografare il cibo e trovo la fotografia macro molto rilassante quando riesco a trovare il tempo per farlo. Saltuariamente fotografo anche eventi e prodotti.

6 – Quali sono le parole di saggezza per i fotografi amatoriali che tentano di approcciarsi alla ritrattistica di famiglia?

Per i fotografi agli inizi con la fotografia di famiglia consiglio di partire dalla conoscenza approfondita della propria attrezzatura. Miglioreranno molto più velocemente imparando a padroneggiare alla perfezione l’attrezzatura che hanno già piuttosto che acquistarne una nuova. Inoltre consiglio di trovare presto la loro espressione riuscendo a capire da quali elementi della ritrattistica di famiglia vengono attratti, se da vere foto documentaristiche in stile fotoreporter o da ritratti a tema in pieno stile. Investire nella formazione ovunque serva migliorare, che sia padroneggiare gli scatti manuali o perfezionare gli scatti e lo stile di editing. Inoltre, prepararsi a non sapere mai tutto e continuare a imparare cose nuove. Soprattutto, fare pratica, pratica, pratica.  Iniziare un progetto 365 per motivarsi a scattare tutti i giorni e i progressi che si faranno in un anno saranno davvero sbalorditivi.

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