16.07.2012

Fotografia sportiva – dietro le quinte

16.07.2012

Fotografia sportiva – dietro le quinte

Il fotografo Richard Moran sostiene che gli scatti d’azione non sono il solo modo per catturare l’atmosfera.

Sono stato interessato alla fotografia per gran parte della mia vita.

Dagli anni ’70 quando lavoravo con mio padre alle vasche per il fissaggio in umido al 2012 in cui si blogga in una frazione di secondo, l’arte di comunicare attraverso il mezzo fotografico è stato parte della mia vita dacché io ricordi.

La tecnologia è cambiata così tanto che se sedessi con i miei figli per spiegare loro che non molto tempo fa ci sarebbe voluta oltre un’ora per condividere un’immagine con qualcuno loro mi crederebbero pazzo.

Il più delle volte faccio parte di una squadra che ha un compito, qualcosa che vogliamo realizzare e io vengo guidato a produrre quello scopo finale: “scatta in questo modo così possiamo farci questo, e poi scatta in quell’altro modo così sopra ci possiamo mettere questo”. Di conseguenza, il mio lavoro personale è una forma purista di quel che faccio in quanto è libera da indicazioni e distrazioni.

Sono interessato alle persone che hanno il desiderio entusiasta di fare qualcosa, loro non si arrendono, continuano a andare finché raggiungono l’obiettivo. Queste emozioni devono avere un carattere visivo stimolante e io credo che il ciclismo abbia quella caratteristica.

So che si tratta di un soggetto molto fotografato, ma sono interessato a cosa accade ai margini dello sport, guardo alle abitudini e ai rituali che ha la gente prima di montare su una bici e spingere sé stessi a un punto che molti di noi non possono raggiungere. La corsa è l’obiettivo finale per questi ragazzi, ma questo avviene a un ritmo tale che non percepisci davvero chi sono queste persone e i sacrifici che fanno per essere lì. Ho impiegato del tempo a osservare le loro abitudini ritualistiche prima e dopo la gara e ho scoperto che dietro agli atleti abituati ai media, in forma e allenati c’è un lato umano più insicuro, penso che gli scatti dietro le scene catturino quello.

Scattare così dona una qualità differente agli scatti perché gli atleti hanno la guardia abbassata, si preparano alla gara e il più delle volte sono inconsapevoli della mia presenza. Sento che ho il controllo della situazione, posso manipolare lo sfondo, giocare con l’esposizione, creare più sentimento e atmosfera dando quindi un’idea di perché la gente faccia questo sport. Il modo ovvio di fotografare il ciclismo sarebbe catturare l’azione spinta dall’ adrenalina, ma molta gente non capisce cosa ci voglia per produrre immagini sportive di alta qualità né hanno gli strumenti con cui lavorare. L’altra opzione è fotografare quello che vedi, queste immagini sono tutte intorno a te in una gara di ciclismo professionista, tutto quello che devi fare è essere paziente, arrivare molto prima che inizi la gara e dimenticare le regole.

 

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