30.12.2015

Tra le vigne delle Basse Langhe

30.12.2015

Tra le vigne delle Basse Langhe

Settembre è il mese della vendemmia, è il periodo dei cambiamenti ed anche il mese preferito di chi si sposa. Lo sanno bene i due novelli sposi giapponesi che mi hanno contattato per coronare il loro sogno di visitare l’Italia durante il viaggio di nozze. Tutto è cominciato con una mail da parte di una ragazza giapponese, la sopracitata sposa, di nome Akari.

Proprietari di un ristorante italiano, lei e  Yoshihiro avevano preso la decisione di intraprendere un viaggio nel sud del Piemonte per trovare un buon vino da riproporre e far conoscere nella propria attività. Mi chiesero di realizzare un servizio fotografico di una giornata intera tra i vigneti delle Langhe, regione storica situata a cavallo delle provincie di Cuneo ed Asti, più precisamente nei comuni di Barolo ed Alba.

Non si può sperare di meglio quando ti piace fotografare la natura e c’è la comprensione del tuo lavoro da parte di due ragazzi che arrivano dall’altra parte del mondo. Iniziai ad organizzare tutto, a partire dal volo, agli spostamenti fino alle cantine da visitare. L’incontro sarebbe stato ad Alba, dove avrebbero alloggiato i miei clienti. Dopo neanche due settimane dalla mail di Akari mi ritrovai a Torino.

Il mattino seguente, con una lieve nebbia su tutta la città, presi i bagagli e attrezzatura fotografica per dirigermi alla stazione dei treni. Da lì, mi sarei diretto ad Alba, comune semplice e d’impatto, famoso per il cibo, in particolar modo per il tartufo.

Sin dal mattino presto vidi parecchia gente camminare per le strade, l’aria era gioiosa e calma. Ebbi giusto il tempo di appoggiare i bagagli e andare ad incontrare i ragazzi. Li riconobbi nella piazza centrale circondati da persone che facevano loro gli auguri, entrambi sorridenti e pronti per la giornata che gli avevo preparato con diverse degustazioni.

Presa una macchina in affitto, ci dirigemmo alle cantine Ceretto. In realtà non conoscevo per niente quella zona, ma facendo diverse ricerche avevo scelto quel luogo per lo spazio e le fotografie che presentavano attraverso il loro sito. Credo che la comunicazione visiva e la cura della presentazione sia molto importante al giorno d’oggi. Entrando mi accorsi subito dello spazio suggestivo creato dalla prima sala, quella con le botti per il vino.

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La luce che attraversava la finestra era perfetta. Non ci pensai più di tanto: chiesi ai ragazzi di disporsi lì ed iniziai a scattare. Quando si decide di fare un servizio di questo tipo, la prima regola è far star bene il cliente, sorridere e fargli capire quanto il nostro lavoro ci piace.

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C’è sempre il rischio che chi sta davanti all’obiettivo non riuscirà a sentirsi a proprio agio. Siamo noi fotografi a doverci mostrare disinvolti e trasmettere sicurezza alle altre persone attraverso piccoli gesti. Fateli esprimere in tutto il loro divertimento, fateli saltare, inventatevi qualcosa per cui valga il vostro ed il loro sorriso.

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Le ombre nette create dalla luce forte di metà mattina fecero da sfondo alle mie varie interpretazioni fotografiche. Giocai con dei primi piani alternati a dei campi più ampi stando attento a rendere sempre i ragazzi i soggetti della fotografia.

Passata la prima stanza ci dirigemmo verso le sale adibite per la degustazione. A far da sfondo, questa volta, c’era un panorama quasi infinito sullo spazio dei vigneti, il tutto circondato dalla struttura in cui stavamo, moderna e rilassante con vetrate affacciate sul verde acceso e saturo.

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Le degustazioni avvennero in alcune salette private, dove ci aspettava un sommelier che ci raccontò la storia della cantina e dei vini presentati a tavola. In seguito ci dirigemmo verso lo spazio dei vigneti, precedentemente visto dall’alto dei finestroni vetrati.

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Mi piaceva la sinergia e la complicità che c’era tra i ragazzi, non smettevano mai di sorridersi ed ogni momento era buono per immortalarli.

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Venne l’ora di pranzo e ci spostammo verso sud a La Morra, anch’essa cittadina medievale e di carattere storico. Tutto si svolse in un ambiente armonioso e accompagnato da una giornata con la temperatura ideale.

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Qualche fotografia in giro per i vicoli del paese e riprendemmo il cammino per la cantina Brezza, a Barolo. Ad attenderci c’erano due simpatici signori, padre e figlio, che non badarono a offrirci tutti i loro assaggi disponibili. Davanti alla cantina, con la luce che pian piano scendeva verso il tramonto, si trovava un piccolo vigneto, ideale per intrufolarsi a scattare fotografie e far divertire gli sposi.

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Sempre a Barolo si trova una piccolo castello sopra la collina più alta da dove si possono ammirare le lunghe vigne di quella zona. Mentre la luce calava iniziammo la via del ritorno, lungo la quale ci fermammo più volte per continuare il servizio fotografico in altri piccoli vigneti.

Lungo una strada in discesa, vidi da lontano una nebbia creata dall’acqua nebulizzata dell’impianto d’irrigazione che aveva come sfondo alte vigne. Era lo spazio perfetto per fotografare i ragazzi in una scena quasi da film, le cui luci sembravano impostate come in un set da studio, ma che in realtà era solo opera di quella giornata che andava pian piano a chiudersi.

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Qualche altra tappa veloce e tornammo al comune di Alba mentre le luci della sera ci accompagnarono per un aperitivo lungo la strada, dove scattai le ultime fotografie. Situazioni del genere non capitano tutti i giorni, e non è facile affrontarle. Sono impegnative, vince una buona organizzazione e persone che abbiano voglia di ascoltarvi. Per me è importante tanto svolgere un lavoro professionalmente valido  quanto vedere i clienti andare via felici.

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Questo è il quarto articolo che scrivo per la Manfrotto, un’azienda che non solo crea ottimi prodotti e vanta di un’ottima organizzazione, ma anche mi ha dato l’opportunità di dar sfogo alla fantasia e alla voglia di parlare della mia visione ed esperienza. Vorrei che ricordaste che la fotografia non è solo un possibile lavoro, ma è un modo di vivere. Un occhio ha sempre qualcosa da guardare, ma anche da raccontare.

Cédric Dasesson

Fotografo professionista che tramite i suoi studi in architettura riscopre l’amore per la propria terra. Questo lo porta ad affrontare un lungo percorso attraverso la fotografia concettuale ed architettonica del paesaggio, in particolar modo sull’acqua e sul mare, e a raccontare storie composte da elementi semplici. Il suo canale principale di pubblicizzazione è instagram attraverso il quale lavora con diversi magazine e brand conosciuti a livello internazionale.

Sito web: www.cedricdasesson.com
Facebook: Cédric Dasesson
Instragram: @cedricdasesson

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