26.02.2018

Sfruttate al massimo gli scatti invernali mantenendo al tempo stesso voi e l’attrezzatura al sicuro

written by:
Donna Tzaneva

26.02.2018

Sfruttate al massimo gli scatti invernali mantenendo al tempo stesso voi e l’attrezzatura al sicuro

Fotografate questo: dieci giorni, cinque stranieri, -20 gradi, un obiettivo finale: esplorare e documentare uno degli ambienti più avversi ma scenici conosciuti dall’uomo: la fiaba dei mistici paesaggi della Groenlandia. Nessun telefono, niente acqua corrente, appena qualche connessione satellitare né tanto meno Internet.

Arduo quanto possa apparire al vagabondo mondiale del XXI secolo, che diventa consapevole dell’impercettibile suono a distanza dell’ululato dei cuccioli da slitta, degli iceberg a pochi passi e delle terre incontaminate fin dove arriva lo sguardo, senza dubbio compensa la mancanza iniziale di comodità, tanto da parlarne.

Quando vi trovate di fronte a una situazione simile, 10 giorni potrebbero sembrare un decennio e la preparazione, il buonsenso e l’adattabilità alle situazioni determineranno di gran lunga se una tale avventura farà al caso vostro o vi demolirà.

Qui sotto potete trovare un simpatico elenco di consigli essenziali su come sfruttare al massimo un’esperienza invernale nel paese delle meraviglie per voi e la vostra attrezzatura, giacché in definitiva l’una non può funzionare senza l’altra:

1. Fate la vostra ricerca

Potrebbe essere interpretato come buonsenso, ma credetemi quando dico che la realtà è diversa. Un paio di mesi, settimane o giorni prima della partenza (anche se si tratta di quattro passi nel centro innevato) assicuratevi di sapere esattamente dove andate (e non intendo la traccia GPS). Conoscete la destinazione, gli itinerari alternativi, le condizioni meteorologiche e le possibili complicazioni, sappiate cioè cosa fare quando le cose vanno storte.

2. Siate preparati

Preparatevi al peggio e sperate il meglio. Questo significa tutto tranne portare l’eccesso. Il segreto sta nel portare gli indumenti e l’attrezzatura corretti per l’attività scelta, dalle situazioni previste a quelle impreviste. Durante la nostra escursione di 8 ore con le slitte trainate dai cani, sperduti in mezzo alla neve, uno dei membri del nostro gruppo è caduto in un lago e si è inzuppato dalla testa ai piedi. Mancavano quattro ore alla fine dell’escursione, il cellulare non prendeva e non avevamo vestiti di ricambio. Sì, è stata una scena memorabile.

3. Tenete le batterie al caldo

Le batterie funzionano grazie a diverse reazioni chimiche che avvengono al loro interno. Quando calano le temperature, funzionano più lentamente, pertanto le prestazioni si riducono provocandone uno scaricamento più rapido. Ecco perché è importante tenerle il più possibile al caldo, idealmente in una tasca interna, per preservarne il pieno potenziale.

4. Tenete la fotocamera al fresco

In generale, una reflex digitale di buona fattura con un corpo adeguato reggerà piuttosto bene quando viene sottoposta a condizioni climatiche estreme. Si verificano dei problemi quando la temperatura dell’ambiente cambia troppo velocemente perché può creare condensa, un po’ come far sperimentare alla fotocamera un effetto sauna. Per evitare o ridurre al minimo questa evenienza, ponete la fotocamera in un sacchetto di plastica sigillato. In questo modo la condensa si formerà sullo strato esterno del sacchetto, lasciando intatta la fotocamera.

5. Esposizione, bilanciamento del bianco e istogramma

A volte la neve risplende troppo e la nostra retina non la cattura, bisognerà lasciarla rappresentare accuratamente dal nostro obiettivo. Per ottenere un’esposizione e un bilanciamento del bianco il più possibile soddisfacenti, un buon punto di partenza è scattare in RAW, perché se le foto non sono perfette potete correggerle post-produzione.

In secondo luogo, utilizzate le impostazioni di bilanciamento del bianco integrate e fornite dalla fotocamera: l’impostazione “nuvoloso” può fornire qualche facilità d’uso aggiuntiva. Se nulla di tutto ciò funziona, giocate con la temperatura kelvin. Un’impostazione intorno a 6000-6500 vi darà quel bel colore bianco neutro senza aggiungere la tonalità di grigio.

Per la verità non sapevo cosa fosse un istogramma fino alla mia avventura in Groenlandia e finché non ho realizzato che di fatto è uno strumento molto utile, in quando rappresenta i dati tonali quali il contrasto, le ombre e i riflessi, qualcosa che i nostri occhi non possono sempre determinare con precisione. In sintesi, sull’istogramma la sovraesposizione è rappresentata da più colori a destra, mentre la sottoesposizione da più colori a sinistra. A colpo d’occhio potete vedere cosa sta succedendo e, se necessario, cosa correggere.

6. Diverso significa unico

Come per qualsiasi aspetto relativo all’arte, tutti noi abbiamo le nostre differenze, gli aspetti che ci piacciono e quelli che non ci piacciono. Quel che per una persona potrebbe sembrare una composizione fotografica orribile, potrebbe rivelarsi un’opera d’arte per un’altra. Dopotutto lo scatto racchiude la bellezza della creatività e dell’individualità, sarebbe noioso se tutte le nostre foto fossero uguali. Di solito una foto sovraesposta sarebbe considerata uno scatto mal fatto, tuttavia durante un’escursione in mezzo alla neve, ad esempio, questa ricerca dell’effetto può creare un’immagine pittoresca di una particolare atmosfera.

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